1 Nov

La metto qui con due mesi di ritardo!

 

AUGURI  VIOLA!

2 settembre 2009

 

 

 

 

compleanno Viola rit

 

Un anno è già passato puzzoletta
da quando sei arrivata in questo mondo
da quello delle fate e un girotondo
hai cominciato nuovo qui con noi

Ora ci fai girare come trottole
intorno al sole che tu rappresenti
ci metti tutti quanti sull’attenti
pronti a riempirti di attenzioni e coccole

Mio cuccioletto, pilsuskina, amore,
che stavi in una mano appena nata,
lo sai, ero senza forze, frastornata,
stavo quasi annegando nel dolore

E tu con quelle piccole manine
mi hai afferrato con forza da gigante
mi hai messo in salvo, fin dal primo istante
in cui con te ho ripreso a respirare

Con quel tuo dolce sonno abbandonato
mi hai dato la dolcezza del riposo
con quel tuo sguardo tenero e gioioso
mi hai ridato la vista ed ho guardato.

Hai le manine in aria e te le osservi
mentre fai dialogare due calzini
agitandoli come burattini,
vedi le ombre sul muro e ti ci incanti

Ti vengo dietro come appena nata
mentri scopri le tante meraviglie
del mondo intorno a te, della tua casa,
degli alberi, dell’acqua e gli altri bimbi.

Da dietro le tue ciglia lunghe e scure
osservo anch’io, timida e trepidante,
poi rido al tuo sorriso tintinnante
che sciacqua il cuore come l’acqua pura.

Ora gattoni e io fingo di inseguirti 
a quattro zampe, gattonando anch’io 
e il mal di schiena passa al luccichìo
di gridolini acuti e di risate

Traballi nei tuoi primi incerti passi 
e ti afferri al mio dito per sentirti
la padrona del mondo e vorrei dirti:
prendilo è tuo, la nonna te lo dona.

Ciao serpentello, sempre in movimento,
guizzante spiritello mercuriale
Ciao tiepida testina, polpaccetti
che mi vorrei mangiare a mozzichetti
Ciao anima del mondo, occhioni belli
Ciao dentini che ridono di gioia
Ciao vocetta imperiosa, accattivante
coi tuoi ninni, mamà dadà nonnà
che svirgolano in tono di domanda.
Per te tutto è scoperta e meraviglia,
tutto rispecchi e niente ti assomiglia

Per te ha ripreso a battere il mio cuore
Per te più mi dispero sul futuro
che vedo nero, ma allo stesso tempo,
mentre tu batti le manine a tempo,
perché certo hai la musica nel sangue,
penso che il mondo non potrà che avere
una storia diversa e rinnovarsi
perché ci abiterai e non è possibile
che non risplenda un po’ del tuo splendore.
Puzzoletta, gattino mio felice,
musetto mio radioso e impunitello,
guardandoti mi dico il mondo è bello, 
è bella questa vita e tu sei amore.

DSC_4811

25 Mag

Ciao amore. E’ passato un anno, ma per me noi siamo sempre così:

Viareggio primavera 1999 filtro

 

                     e così  

 

topo

 

che poi, è proprio la stessa cosa.  

 

3 Apr

Mi è arrivata una email che chiede di diffondere questo progetto e lo faccio volentierissimo

Una TV fatta dai bambini dei campi palestinesi

http://www.kalandiachildren.com 

kalandia_B

 

hanno bisogno di sostegno, di essere pubblicizzati, di qualche vecchia telecamera, anche di un contributo economico. Ma sopratutto di essere incoraggiati. Per saperne di più, potete contattare

VENTO DI TERRA  http://www.ventoditerra.org  , la ONG che ha promosso il progetto , con il supporto del Kalandia Child Center.

Purtroppo non capisco l’arabo e credo di non essere la sola. Forse un contributo che potrebbe dare chi conosce questa lingua è tradurre le interviste per realizzare dei sottotitoli.

 

14 Feb

San Valentino 2009

 

Appunti

panni stesi casa sesto

La stazione
accanto alla cartiera;
la piazza del comune
con la Coop
e la cassiera
mesciata di blu;
il bar della colazione
col giornale;
la banda il primo maggio
e ancora si sentiva l’internazionale;
e quell’idioma multiculturale
arabo-cino sestese,,
quell’aria da paese,
bambini tanti
e vecchi in bicicletta;
i circoli Arci e la casa del popolo
con la pizzeria e con la balera;
la biblioteca comunale
aperta anche la sera;
gli incontri culturali
all’istituto de Martino;
i concerti della scuola di musica,
pianoforte e violino;
e il circolino degli scacchi,
il ‘Pollaio’,
col Mattei, col Mordini
e gli altri ‘polli’
che hanno pianto per te
come bambini.

La nostra casa
nella colonica ristrutturata
e dietro,
contro il muro che separa dalla ferrovia,
la pianta di fico e i panni stesi
e il rumore del treno
di cui ti accorgi solo
quando non senti più la televisione
(dieci secondi di audiosospensione).
E il tuo geranio
che controllavi assorto
quando uscivi a fumare
con un bicchiere in mano

E il futuro che ci portavano la Sara con Elia
e Martina con la sua pancia che cresceva

E la vecchia Angela,
rimasta senza il suo Vincenzino
le ho lasciato la panchina
dove si riposava
da quel suo girovagare nella corte
come un’anima in pena
parlando del tempo.

E Beatrice, del Gabon
che si è seduta
nella nostra cucina
in silenzio
occupando quello spazio di tempo
in cui avrei voluto restar sola
perché al suo paese,
ha detto,
lasciare soli non si può.
E sua figlia Mangua
che vive in Veneto
e che ho visto crescere
durante le vacanze
con la sua mamma.
Sola a inventare giochi
nella corte assolata,
preparava fiori di carta
con cui danzare ;
ora é una piccola watussa
con accento trevigiano.
A loro ho lasciato l’armadio
il tuo, che non potevo trasportare
Brillavano gli occhi a Beatrice
quando l’hanno smontato
perché, diceva,
è proprio quello che ho sempre desiderato.

E i bambini,
i tre fratellini del Kosovo
che hai conosciuto poco
erano arrivati solo da qualche settimana
andavano in bicicletta nella corte
e sbirciavano curiosi.
Poi, la loro mamma
che non parlava l’italiano
mi ha stretto la mano
e mi ha abbracciato
con gli occhi rossi.
A loro ho dato
le canne da pesca e i palloni da calcio
e una vecchia radio-registatore
La bambina rideva
con un dente di meno,
le ho dato la scatolina coi trucchi
e qualche collanina.
Posso prendere anche questa?
Per mamà, ha detto.

E la mattina
della chiusura
degli addi, della separazione
dai luoghi
(ma non da te: ci trasferivamo insieme
questo lo avevo chiaro fin dalla sera prima)
è stata una confusione
di accenti,
di colori,
di risate stridule e tenere,
di odori caldi di sudori
di viavai per le scale
con pacchi sulle braccia
e scatoloni
da caricare sul furgone
arrivato da Roma,
le treccine di Beatrice
e il suo sedere allegro
mentre scendeva
davanti a me
le braccia ingombre
e tutti i bambini
ad aiutare. 
E tu che venivi via con me.

Poi seduta davanti
tra Cristian e Stefano
ancora sorridevo stanca morta
dall’alto del sedile del furgone
e ho anche un po’scherzato
per non pensare, non pensare.
Ma tu venivi via con me.

Era cominciata così…

9 Feb

 misticanza01low

L’erbe che la staggione t’aregala

mischiale ad insalata saporita;

co un filo d’ojo  è bella che accondita:

gode er palato, l’anima se sciala.

 

Quelo che nun te strozza nun t’ammala,

si te lo gusti, e puro ne la vita,

sia che scenni o che aranchi su in salita,

godete li gradini de sta scala.

 

Pe’ assaporalli  istante per istante,

nun buttà gnente, tutto cià importanza

si è accondito co’ l’ojo friccicante

 

de na risata e un filo de speranza:

l’amaro, er dorce, er tenero er piccante…

Er gusto de na bona misticanza.

 

 

da oggi  MISTICANZA è qui:   www.feaciedizioni.com

Ho fatto un’insalata dei miei versi romaneschi, Renato Ornaghi ( Brianzolo) li ha introdotti con parole esagerate , Giovanni Monasteri (Proteus) e Anna Setari (Arden) li hanno accolti, sistemati e coccolati nella loro isola dei Feaci, Totò Mulliri (Aquatarkus )ha curato la copertina. Li ringrazio tanto per l’entusiasmo,la stima e il tempo dedicato. Grazie anche a Maurizio Marcelli che ha riletto tutto segnalandomi sviste ed errori di vernacolo.

 

 

11 Gen

Sogni 3

L’ho riacchiappato al volo stamattina,

questo sognetto

di te e di me vestiti sopra al letto…

Eravamo inquadrati a mezzo busto,

vedevo il tuo profilo

mentre ti davo un sacco di bacetti

sul viso e ti sentivo ridacchiare.

Perché ridi? Chiedevo.

Perché, dicevi, proprio non credevo

che avrei mai riprovato

simili sensazioni…

Topino, ma che s’è ricominciato?

E poi, non mi ricordo.

Ma è certo che, se il sogno

si fosse prolungato

per qualche istante,

avremmo fatto un po’ a naso di ferro.

E va da sé

che, come sempre,

avresti vinto te.

 

 

28 Dic

E per il 2009…

Ho  ricevuto da una mia carissima amica questa poesia di Mariangela Gualtieri come augurio per il nuovo anno. E’ una poesia talmente bella e mi ha così commossa che voglio condividerla con voi. E’ l’augurio che voglio fare prima di tutto alla  mia nipotina Viola e al mio nipotino Elia e a tutte le bambine e i bambini che si affacciano alla vita; Camilla e Tommy e a tutti gli adolescenti alle prese con le loro emozioni e con le prime scelte importanti; Luca e Sofia e a tutti i ragazzi che dovranno tra poco affrontare il mondo e restarci in equilibrio; a Martina e Cristian, Sara e Gianni, e a tutti i nuovi genitori che dovranno educare i loro piccoli; a mia madre e a tutti i vecchi che riescono  ancora a trovare ogni giorno un motivo per cui vivere,a mia sorella Giovanna, alle mie amiche e ai miei amici e a tutte le persone a cui voglio bene. A  tutti quelli che fanno fatica a vivere e rispetto ai quali le nostre,di fatiche,sono privilegio. . A tutti quelli che, nonostante tutto, conservano dentro di se la capacità di amare e di sperare.

 A voi tutti.

Auguri per un anno migliore e per un mondo migliore.

 

"Bambina mia,

per te avrei dato tutti i giardini

del mio regno,se fossi stata  regina,

fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma

Tutto il regno per te.

 

E invece ti lascio baracche e spine,

polveri pesanti su tutto lo scenario

battiti molto forti

palpebre cucite tutto intorno. Ira

nelle periferie della specie. E al centro

ira

 

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano

come una bestia zoppa e questo mondo

come una palla alla fine.

Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e

di sangue. Lo fa perche’ e’ facile farlo.

 

Noi siamo solo confusi,credi.

Ma sentiamo. Sentiamo ancora.

Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci

di amare qualcosa.

Ancora proviamo pieta’

 

Tocca a te, ora,

a te tocca la lavatura di queste croste

delle cortecce vive.

 

C’e’ splendore

in ogni cosa. Io l’ho visto.

Io ora lo vedo di piu’

C’e’ splendore. Non avere paura.

 

Ciao faccia bella,

gioia piu’ grande.

L’amore e’ il tuo destino.

Sempre. Nient’altro.

Nient’altro. Nient’altro. " 

 

(Mariangela Gualtieri)